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Vitigno autoctono o vitigno internazionale? quali sono le principali differenze? Molto spesso ci troviamo davanti ad uno scaffale pieno di etichette e rimaniamo confusi dalla vasta scelta; conoscere la provenienza del vitigno è un’ottima base di partenza per saper scegliere un buon vino. In questo articolo vogliamo spiegarvi quelle che sono le caratteristiche di queste diverse tipologie di vitigni, per agevolarvi in una scelta del vino più consapevole e che soddisfi le vostre esigenze.

Il Piemonte ha una grande tradizione vitivinicola e, grazie alle caratteristiche dei suoi territori, da vita ad eccellenti vini di provenienza autoctona.

La storia dei vitigni autoctoni italiani, ed in particolare quelli piemontesi, è un tema che sta appassionando sempre di più il mondo del vino. Comediceva Goethe “la vita è troppo breve per bere vini mediocri”, partiamo quindi dalla provenienza dei nostri vini per avvicinarci al meglio all’arte del buon bere. In questo articolo vogliamo spiegarvi in modo semplice le principali caratteristiche di alcuni vitigni autoctoni del Piemonte(quelli che abbiamo piantato nella nostra tenuta situata nella zona del Gavi, parte del Monferrato)

vitigni autoctoni.jpgLa Vitis Vinifera e l’origine del vino:

Da quale vite si otteneva il vino che bevevano nell’antica Grecia o nell’antica Roma? Quello che vi diremo vi stupirà! Se vi state domandando da quale vite si ottiene il vino che beviamo da millenni, la risposta è una sola: la Vitis Vinifera. Una vite con una storia antichissima, la cui diffusione è stata massiccia nella zona del Mediterraneo.

La Vitis Vinifera, attraverso infinite ibridazioni, ha dato vita ad oltre 12500 varietà con caratteristiche diverse a livello di grappoli, acini, foglie, e tipo di vino ottenuto. Da questa vite ha origine la storia del vino, una storia che ha condizionato usi, costumi e tradizioni di intere civiltà. Non è un caso che il Cristianesimo ha associato il pane e il vino al Corpo di Cristo.

 

Vitigni Internazionali: 

Quali sono i vitigni internazionali e cosa li caratterizza? i vitigni internazionali sono quei vitigni che, coltivati nelle varie parti del mondo, hanno sempre dato dei vini di qualità tanto che si sono diffusi dovunque e rappresentano la gran parte dei vigneti nel mondo. I principali vitigni sono il Cabernet Sauvignon, il Merlot, lo Syrah, lo Chardonnay, il Grenache, il Pinot nero; in Italia il Sangiovese, il Montepulciano, il Glera da cui viene il Prosecco..

Ovviamente nonostante il vino provenga dallo stesso vitigno i risultati ottenuti possono essere diversi secondo il processo di vinificazione, l’uso delle barrique, le tecnologie di cantina. L’utilizzo eccessivo di vitigni internazionali può portare all’omologazione e alla standardizzazione del vino; questo a discapito del made in Italy che sulla qualità e tipicità del prodotto fa le sue fortune.

Vitigni Autoctoni:

Se siete alla ricerca di un vino che rappresenti al meglio la storia e il Genius Loci di un territorio allora la vostra scelta dovrà ricadere su un vino che provenga da un vitigno autoctono. Cos’è un vitigno autoctono? Cosa lo caratterizza? si definisce vitigno autoctono un vitigno che ha una diffusione limitata a un piccolo territorio che ne costituisce la zona storica di origine con delle caratteristiche del grappolo, dell’acino, delle foglie, che lo distinguono dalle altre varietà di vite.

Quando parliamo di vitigni autoctoni ci riferiamo a viti non trapiantate da altre aree. Il vino ottenuto dai vitigni autoctoni si differenzia nettamente da quello ottenuto dai vitigni internazionali a livello di struttura, acidità e caratteristiche sensoriali. La scelta ideale per chi è alla ricerca di un vino che rappresenti al meglio il territorio da cui proviene.

La storia del vino italiano e dei suoi territori è caratterizzata da questi vitigni. Esistono quasi 350 varietà di vitigni autoctoni, tutti con caratteristiche uniche e peculiari che rendono i nostri vini tra i più apprezzati al mondo. In Italia possiamo vantare un patrimonio costituito da uve autoctone di consolidata tradizione, alcune molto conosciute, altre in via di estinzione. Per fortuna i vini prodotti con uve autoctone oggi sono di tendenza, perché sono ricchi di personalità e rappresentano una buona risposta all’omologazione mondiale del gusto.

L’Italia esprime al meglio la diversità del suo territorio che, a livello di clima e di assetto geografico, fra colline, montagne, pianure, zone marittime costiere, presenta una variabilità di situazioni che non ha uguali nel mondo. Negli ultimi anni gli istituti di ricerca nel settore del vino hanno lavorato a fondo per ricercare in zone remote e vinificare vitigni autoctoni dimenticati, verificando se i vini ottenuti avevano delle caratteristiche particolarmente interessanti tali da esprimere al massimo livello la tipicità della zona di origine.

Essendo la nostra tenuta nel territorio di Gavi, ci limiteremo a parlare delle caratteristiche dei vini autoctoni piemontesi che produciamo; questi vini sono parte della tradizione enologica d’eccellenza del Piemonte.

Vini bianchi piemontesi :

Fra i vini bianchi piemontesi più noti e qualitativi abbiamo il Gavi o Cortese di Gavi, pur essendo diffuso in varie zone del Piemonte, esprime al massimo la sua tipicità nella zona d’origine che è quella del Gavi. in cui è ubicata la Tenuta La Marchesa.

Gavi DOCG Marchesa:

è un vino che consente di apprezzare al massimo i profumi eleganti e fruttati del vitigno uniti a un fondo secco con un contrasto che ne fa un vino moderno, questo grazie al basso livello di solfiti totali inferiore a 100 mg/lit, ancora più bassi dei livelli di solfiti usati nei vini biologici.

 

 

Vini rossi piemontesi

vini rossi piemontesi sono famosi nel mondo con al vertice il Barolo, Barbera conosciuti dovunque come una eccellenza assoluta. Alla Tenuta la Marchesa il Barbera entra per un terzo, assieme al Merlot e all’Albarossa, nel Monferrato rosso doc Marchesaun vino nato con lo scopo di unire la tipicità di vitigni ben noti alla particolarità di un  vitigno autoctono, l’Albarossa che ne costituisce la particolarità in un blend veramente unico.

Albarossa:  albarossa gold label

l’Albarossa, vitigno autoctono piemontese ottenuto da un incrocio di Nebbiolo e Barbera nel lontano 1938, in parte dimenticato e riscoperto in anni recenti per le sue grandi qualità che nel 2011 hanno portato al riconoscimento della DOC. L’uva Albarossa ha acini piccoli che costringono a particolari attenzioni durante la pressatura, fermentazione e affinamento. Gli acini, ricchi di zuccheri, antociani e polifenoli, danno un vino di grande struttura, di colore rosso rubino con sfumature violacee, con un bouquet complesso ricco di sensazioni fruttate e note speziate, armonico, vellutato  con ottima persistenza e sentori di mineralità.

 

Albarossa Doc Piemonte Marchesa

Alla Marchesa abbiamo scelto di non fare un Albarossa in purezza, per l’esigenza del vitigno di un lungo affinamento in legno, abbiamo anche scartato il comune assemblaggio con altri vitigni internazionali (Cabernet, pinot nero…) scegliendo di avere un vino con 85% Albarossa e 15% Pelaverga un altro vitigno autoctono piemontese, che vedremo in seguito, in un abbinamento unico sul mercato che esalta le note speziate tipiche del Pelaverga mantenendo inalterate le caratteristiche dell’Albarossa. L’affinamento è esclusivamente in acciaio, garantendo la morbidezza del vino ed escludendo le note tipiche del legno che potrebbero coprire le note varietali.

Pelaverga

è il tipico vitigno autoctono piemontese a bacca nera; abbandonato nel 1800 a causa della fillossera, è stato recuperato nel secolo scorso per un consumo locale prevalentemente contadino. In purezza dà un vino di colore tenue fra l’arancio e il rosato con profumi intensi di pepe bianco misto a note di ribes nero che ne costituiscono una vera rarità.

Pelvaro Marchesa Doc Monferrato Rosso.

Alla Marchesa abbiamo piantato qualche anno fa un ettaro di Pelaverga con lo scopo di creare dei vini con assemblaggi unici tali da creare emozione nel consumatore. L’esempio più significativo di tale scelta è il Pelvaro, un Monferrato Rosso derivato da un 80% di Pelaverga e un 20% di Albarossa. Il motivo di tale scelta enologica è stato quello di conservare gli intensi profumi di pepe e ribes nero del Pelaverga unendo le caratteristiche dell’Albarossa che dona struttura, colore e tannicità al vino. Anche in questo caso l’affinamento in acciaio senza alcun uso della barrique, il basso livello dei solfiti e le tecniche di vinificazione ne consentono la massima estrazione dei profumi, formando un vino elegante, armonico e indimenticabile!!.

 

La conoscenza dei vitigni autoctoni deve essere approfondita in tutta Italia. Noi vi invitiamo a visitare il sito della nostra azienda situata in Roma, la Tenuta di Pietra Porzia dove scoprirete nuovi fantastici scenari della viticoltura del centro Italia con altri vitigni autoctoni e internazionali.

Inoltre vi ricordiamo che nella nostra tenuta è collocata una delle più belle dimore storiche del Piemonte completamente visitabile e dove c’è la possibilità di organizzare degli eventi.

Vi è piaciuto il nostro post? Siete interessati ai nostri vini? per saperne di più contattaci compilando il form di contatto qui in fondo:

 

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