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Il Monastero di Santa Croce a Boscomarengo: una gemma fra i beni culturali del Monferrato

A soli 13 km dalla Marchesa il Monastero di Santa Croce a Boscomarengo è una sorta di sogno nella campagna alessandrina non a caso considerato nel 2017 il secondo luogo del cuore del FAI: una chiesa costruita in mezzo al nulla sul modello delle chiese della Controriforma con una facciata rigorosa scandita dalle paraste in marmo che si stagliano sul rosso del cotto (foto facciata) e, all’interno, la tipica navata unica suggerita dalle regole del Concilio di Treno(1563); la chiesa viene arricchita di opere d’arte che sarebbero state sicuramente approvate dai custodi più severi della nuova ortodossia cattolica come il canonico Andrea Gilio(1564) o il cardinal Paleotti (1583).

Il monastero di Santa Croce

Il committente del Monastero

L’autore di tanta meraviglia è il pontefice Pio V, al secolo Antonio Michele Ghisleri, nato a Boscomarengo nel 1504 e morto a Roma nel 1572. Di famiglia modesta entra giovanissimo nell’ordine domenicano da dove approda all’inquisizione romana diventando Grande Inquisitore nel 1558.

Nel 1566 forte dell’apppoggio di Carlo Borromeo nipote di papa Pio IV Medici di Marignano (figlio di una Borromeo) diventa papa e si impegna subito nell’applicare i principi del concilio di Trento nella loro versione più rigorosa mirando a una profonda riforma della Chiesa Cattolica. Rigidissimo anche nei confronti di se stesso si rassegna a fatica alla nomina del Cardinal nipote nella persona di Michele Bonelli, bandisce il nepotismo e la tradizionale creazione del palazzo di famiglia a Roma a favore della costruzione della Chiesa di Santa Croce a Boscomarengo, suo luogo natale, unendola a un grandioso convento formato da 2 chiostri ,un refettorio e una biblioteca a tre navate separate da colonne (foto 4242) sul modello della biblioteca di San Marco a Firenze e della Biblioteca Malatestiana a Cesena.

Il contesto storico

Pio V è molto attento al tema della crociata contro i Turchi, si rende promotore della Lega Santa in cui per la prima a volta i più importanti stati cattolici, dalla Spagna a Venezia, Genova, Impero si uniscono per creare una grande flotta che al comando di Don Giovanni d’Austria, figlio illegittimo di Carlo v e fratellastro di Filippo II di Spagna, trionferà contro i Turchi nella battaglia di Lepanto del 1571; la battaglia è celebrata in infinite opere d’arte fra le quali va ricordata la serie di arazzi esposti al palazzo del principe Doria a Genova fatti realizzare da Andrea Doria comandante  della squadra genovese a Lepanto.

A Boscomarengo la pala del Rosario, l’unica ad aver conservata intatta la grandiosa cornice dorata, vede ritratti Pio V e il cardinal nipote da un lato, Filippo II e il doge Mocenigo dall’altro mentre ringraziano la Vergine del Rosario per la vittoria di Lepanto non tanto importante in sé ma fondamentale per aver segnato la fine del mito dell’invincibilità dei Turchi Ottomani al tempo il vero terrore dell’Europa.

Giorgio Vasari a Boscomarengo

Adorazione dei magi - VasariPer realizzare il suo sogno Pio V chiama il più grande artista del momento Giorgio Vasari, l’autore delle Vite dedicate al suo protettore il duca Cosimo I De Medici diventato granduca proprio per merito del papa; Vasari manda a Bosco come test un’adorazione dei magi ancora in loco in una cappella di destra della chiesa, il papa la trova troppo affollata ma affida lo stesso a Vasari la realizzazione di una vera e propria Macchina alta più di 10 metri e larga 6 formata da due pale affrontate con delle tavole a formare la predella e una scala interna che permetteva l’ascesa al Crocefisso a cui era dedicata la chiesa.

La grande Macchina è stata smontata nel 1700 per il cambiamento di gusto che condanna lo stile del Manierismo, ma le tavole affidate allo studio di Vasari (lo stesso che aveva realizzato agli Uffizi lo studiolo di Francesco I) sono ancora in loco esposte fra la Chiesa e il Museo annesso. Spettacolare e interamente di mano di Vasari è la tavola dedicata al Giudizio Finale in cui l’arcangelo Michele, il nome del papa, scaccia verso l’inferno i dannati quasi a ricordare la persecuzione degli eretici promossa da Pio V che, non a caso, compare proprio dietro l’arcangelo.

La pala è circondata da una spettacolare cornice dorata fatta nel 1700 quando la Macchina è stata smontata. Jacopo Zucchi, l’allievo prediletto di Vasari è l’autore della contro pala che rappresenta il martirio di Pietro Martire, la pala è stata appena restaurata ed ha recuperato i colori smaglianti tipici del manierismo. Di Jacopo Zucchi e altri allievi di Vasari sono le tavole della predella esposte nel Museo unitamente a una grande stampa che ricorda la Macchina perduta.

Tavola del giudizio finale - Vasari

La tomba del papa

A destra dell’altar maggiore Pio V aveva voluto creare la propria tomba facendo venire da Ostia dei preziosi marmi di scavo con cui realizzare l’immagine del pontefice che, con una veste in spettacolare marmo rosso, adora il Cristo risorto mentre l’arcangelo Michele in alto domina il Demonio non a caso scolpito in marmo nero. Ancora con marmi di scavo sono realizzate le due vasche in serpentino verde all’ingresso della chiesa e una grande vasca battesimale a sinistra dell’altar maggiore. Dono di Cosimo I al papa sono i due profili di Cristo in porfido a destra e sinistra dell’altare.

Pio V, diventato santo, non riposa nel grandioso sarcofago che si era preparato, ma in un’altrettanto imponente tomba a Roma.

Tomba del papa - Monastero di Santa Croce

Da Monastero a Carcere fino al recupero di oggi

Dopo la cacciata dei monaci con Napoleone e la perdita di molte opere d’arte (ma 36 corali miniati donati dal papa sono ancora oggi al Museo di Alessandria quasi impossibili da vedere!) i domenicani tornano al monastero fino alla soppressione dell’ordine alla metà del 1800. Il monastero diventa poi carcere minorile e la grande biblioteca viene trasformata nella cappella del riformatorio arricchendola di affreschi che dimostrano la sensibilità ottocentesca all’arte sacra.

La visita al Monastero di Santa Croce

La visita guidata al monastero è possibile, dal 01 maggio al 31 ottobre, nei giorni di sabato e domenica dalle ore 16.00 alle ore 19.00; dal 01 novembre al 30 aprile, sempre nei giorni di sabato e domenica dalle ore 15.00 alle ore 18.00. Per prenotazioni visite guidate fuori orario chiamare il numero 3314434961.

Il biglietto di ingresso costa 3 Euro.

Per maggiori informazioni: Monastero di Santa Croce >>>

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